La nuova scuderia Ferrari

22 Dic 2016

Per il team del Cavallino, il 2016 è stata una delle peggiori stagioni di sempre. Non soltanto il campionato si è rivelato avaro di successi, in alcuni casi le delusioni sono state così cocenti da legittimare il dubbio che il declino della Rossa sia ormai irreversibile.

Com’è ovvio, Marchionne fa mostra di non volersi rassegnare a questo destino e riaffila le armi in vista del 2017. La scuderia Ferrari affronterà il nuovo campionato con un’organizzazione profondamente ristrutturata in senso orizzontale e con nuovi volti nella stanza dei bottoni. Uno su tutti, il direttore tecnico fresco di nomina Mattia Binotto.

A differenza di quanto avviene in McLaren, che pure sta attraversando un periodo di profonde ristrutturazioni, a determinare la direzione del nuovo corso non sono gli azionisti. Marchionne stesso si è detto unico responsabile di quel che è stato e delle scelte che determineranno ciò che sarà: un’uscita che dovrebbe tacitare le voci, circolate mesi fa, di un’imminente rimozione del direttore del team Maurizio Arrivabene.

Nelle parole di quest’ultimo, tuttavia, si legge tutta l’incertezza che circonda il futuro della scuderia Ferrari: “Se fossimo dietro dovremo essere bravi a reagire in fretta, se fossimo davanti dovremmo lavorare altrettanto duramente per restarci.” Un intervento che, al di là del banale significato immediato, evidenzia come a Maranello non si sognino neanche di promettere vittorie. Al massimo le ipotizzano.



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