La grande asta di Holden

12 Ott 2016

In Europa non lo si sente nominare spesso, ma dall’altra parte del globo, in Oceania, il marchio Holden è stato per anni centrale nel panorama automobilistico. L’azienda di Port Melbourne è per l’Australia quel che la Fiat è per l’Italia (e per inciso sta vivendo le medesime vicissitudini, esternalizzazioni in testa). Sebbene esista oggi soltanto come sussidiaria di General Motors, la casa vanta la bellezza di centosessant’anni di storia – fino al 1908 produceva selle anzichè autmobili, il che ne fa un attore incredibilmente longevo del settore trasporti.

All’inizio di questo mese una collezione di Holden di varie epoche è stata messa all’asta a Canowindra (New South Wales), presso il salone del rivenditore che la possedeva. Questi risponde al nome di Charlie McCarron, 84 anni e da sempre appassionatissimo cultore dei prodotti della casa automobilistica nazionale. La decisione di disfarsi dei gioielli accumulati nei decenni è maturata con l’età, dichiara l’uomo. I modelli erano conservati in una sorta di museo allestito presso lo stabilimento, e manutenuti con cura certosina.

L’asta ha generato un ricavo complessivo di circa 1,5 milioni di dollari australiani, riuscendo a piazzare tutte le auto in vendita tranne una. Si tratta di un esemplare della 48/215, la prima auto mai prodotta da Holden e punta di diamante della collezione: l’offerta più alta, 200.000 dollari, è stata ritenuta insufficiente dal venditore che ha esercitato il suo diritto di riserva ritirando il lotto. Il destino della veneranda vettura è tuttora incerto.



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