Haas: un’americana in pista

01 Ott 2015

Nel 2013 la FIA (Fédération Internationale de l’Automobile) diramava un invito agli investitori di tutto il mondo a gettare il cuore oltre l’ostacolo e dar vita a nuove scuderie che svecchiassero e rinvigorissero il panorama della Formula 1. Gene Haas, patron della Haas Racing Developments e già promotore di una scuderia del campionato NASCAR, rispose all’appello e iscrisse lo Haas F1 Team al campionato del 2015, salvo poi dover rimandare il debutto su pista di un anno a causa di diversi contrattempi.

A coordinare lo sviluppo complessivo della nuova monoposto ritroviamo quello stesso Rob Taylor che fu capo progettista sia di Red Bull Racing che di Jaguar Racing. Ma in questa vettura ci sarà anche molto di italiano. Anzitutto i motori, forniti da Ferrari assieme ad altre componenti minori almeno per i primi anni di attività. Poi il telaio, prodotto dall’italiana Dallara. Infine il primo pilota, Romain Grosjean, francese di nazionalità ma con un occhio che punta verso Maranello. Il talentuoso giovine abbandona infatti la Lotus, per cui corre attualmente, gettandosi in un’avventura che potrebbe ben concludersi con un suo approdo alla Casa del Cavallino – o perlomeno queste sono le intenzioni che i magazine di settore gli attribuiscono.

Il nuovo attore colmerà un vuoto che si protrae dal lontano 1986, quando la Haas Lola fu l’ultima auto americana a calcare le piste della più competitiva tra le competizioni. Nel 2010 un tentativo fu fatto dal Team US F1, che tuttavia non riuscì a prendere effettivamente parte al campionato dopo esservisi iscritto. Se da un lato il nome Haas è negli Stati Uniti sinonimo di tecnologia e affidabilità, dall’altro quello della Formula 1 è un mondo difficilissimo da penetrare, anche per il più motivato e attrezzato dei concorrenti. Senz’altro i legami con Ferrari sono un asset non da poco: staremo a vedere.

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